MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Orsolina28 Art Foundation è lieta di accogliere il Quartetto Noûs con un programma dedicato agli ultimi quartetti per archi di Ludwig van Beethoven.
Nel breve arco temporale tra il 1824 e il 1826, Ludwig van Beethoven compose i suoi ultimi sei quartetti per archi (op. 127, 130, 131, 132, 133, 135), una serie di opere che ha segnato una svolta radicale nella storia della musica. Concepite quasi come un ciclo unitario, queste composizioni condividono elementi ritmici e tematici comuni, oltre a un’architettura innovativa che supera i modelli classici della forma-sonata.
Appartenenti al cosiddetto Terzo Stile, questi quartetti testimoniano una fase creativa in cui Beethoven mette in discussione il proprio linguaggio, aprendo la strada a nuove possibilità espressive. L’audacia di queste opere fu tale da risultare, per molti contemporanei, difficilmente comprensibile: emblematica in questo senso è la Große Fuge op. 133, inizialmente concepita come finale del quartetto op. 130, la cui grandezza verrà riconosciuta solo molti anni più tardi.
Il Quartetto n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127, commissionato dal principe russo Nikolai Galitzin, rivela un equilibrio tra tradizione e innovazione. Il cuore dell’opera è l’Adagio, un tema con variazioni di straordinaria intensità espressiva, in cui momenti contemplativi si alternano a episodi drammatici e luminosi.
Con il Quartetto n. 16 in fa maggiore op. 135, l’ultimo scritto da Beethoven, il linguaggio sembra farsi più essenziale. Il celebre finale, segnato dalla domanda “Muss es sein?” (“Deve essere?”) e dalla risposta “Es muss sein!” (“Deve essere!”), assume un valore quasi filosofico, riflettendo una meditazione sul destino e sull’accettazione dell’inevitabile.
Quartetto Noûs
Nel pensiero dell’antica filosofia greca, Noûs rappresenta la più alta facoltà della mente: intuizione, intelletto, ispirazione. Un concetto che si riflette profondamente nell’identità artistica del Quartetto Noûs, le cui interpretazioni si distinguono per chiarezza di pensiero, energia creativa e libertà espressiva.
Fondato nel 2011, l’ensemble italiano si è rapidamente affermato come una delle realtà cameristiche più interessanti della sua generazione, conquistando pubblico e critica grazie a un suono incisivo, una forte coesione e un approccio personale al repertorio.
La formazione artistica del quartetto unisce la tradizione italiana alle migliori scuole europee, con studi presso l’Accademia “Walter Stauffer” di Cremona con il Quartetto di Cremona, la Musik Akademie di Basilea con Rainer Schmidt, l’Escuela Superior de Música “Reina Sofía” di Madrid, l’Accademia Chigiana di Siena con Günter Pichler e la Musikhochschule di Lubecca con Heime Müller.
Nel 2015 ha ricevuto il Premio “Piero Farulli” nell’ambito del Premio Abbiati e il Premio “Arthur Rubinstein – Una Vita nella Musica” del Teatro La Fenice, riconoscimenti che ne attestano la maturità artistica e l’impegno nella valorizzazione del repertorio cameristico e contemporaneo.
Ospite regolare delle principali stagioni concertistiche italiane e internazionali, il Quartetto Noûs si è esibito in Europa, America e Asia, collaborando con numerosi musicisti di fama internazionale. La sua attività discografica include pubblicazioni con Warner Classics e Brilliant Classics, con particolare attenzione sia al repertorio storico sia alla musica contemporanea.